martedì, Maggio 12, 2026
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[elsaronatt] COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Lombarda, Obiettivo Saronno, Saronno Civica, indipendente L. Amadio

Una nomina ordinaria – quella dei revisori della Fondazione FOCRIS – due titolari ed un supplente, si è trasformata nell’ennesima dimostrazione di come la maggioranza che governa Saronno fatichi a gestire persino le procedure più semplici.

Subito dopo il voto a scrutinio segreto conclusosi con tre ex-aequo, il Presidente del Consiglio comunale Licata ha sostenuto per tre volte che la votazione fosse stata “alterata” da consiglieri “furbetti”, senza però fornire riferimenti normativi. Ma se il voto è stato a scrutinio segreto, come può affermare di sapere chi ha votato cosa? Se lo sapesse, saremmo di fronte a una grave violazione del suo ruolo di garanzia.

Anziché limitarsi a garantire il corretto svolgimento della procedura, il Presidente ha proposto di rifare la votazione modificando le modalità di voto. Una reazione che suona come: “Il risultato non è quello atteso, cambiamo le regole”.

Eppure, non serve alcun artificio per spiegare l’esito: con 48 schede distribuite (due per ciascun consigliere presente) e tre candidati, è perfettamente possibile che ciascuno ottenga 16 voti. Nessun trucco, nessuna anomalia. Solo aritmetica. Resta invece incomprensibile come il Presidente possa sostenere con certezza il contrario.

Poi, nel ballottaggio proposto dal Segretario comunale per uscire dall’impasse e scegliere quale dei tre revisori eletti dovesse essere “degradato” a supplente, la maggioranza ha votato compatta lo stesso nome, proprio quello che – secondo la ricostruzione del Presidente – le sarebbe stato inviso. Un fatto quantomeno contraddittorio.

La minoranza, invece, ha scelto in modo trasparente la scheda bianca, per evidenziare ancora una volta l’incapacità della maggioranza di gestire anche le procedure più semplici senza cadere in forzature e incoerenze.

Infine, ha sorpreso il silenzio del Sindaco Ilaria Pagani che, ieri sera, sembra aver dimenticato sia il frequente richiamo al valore simbolico del suo essere donna, che quanto previsto dall’articolo 10 dello Statuto comunale sulla parità di genere nelle nomine fatte dal Comune. Perché non ha invitato la maggioranza a sostenere almeno una candidatura femminile? Sarebbe bastato poco per dare coerenza a una narrazione che, in questa occasione, si è rivelata più formale che sostanziale.

Una delibera ordinaria che resterà agli atti, purtroppo, non per la sua importanza, ma come simbolo di un modo di governare che confonde slogan e regole, autorità e controllo, e usa la parità di genere come semplice etichetta.

Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Lombarda, Obiettivo Saronno, Saronno Civica, indipendente L. Amadio