Lega Saronno: 14/2 Gazebo per la sicurezza in piazza AVIS a Saronno
La Lega Lombarda di Saronno sabato 14 febbraio dalle ore 14:30 alle ore 17:30 sarà presente in piazza AVIS a Saronno con un gazebo per promuovere e favorire la raccolta firme “Io sto col poliziotto”, che esprime solidarietà e sostegno alle forze dell’ordine, e la raccolta firme per la Sicurezza in Lombardia, insieme alle operazioni di tesseramento per il 2026. Un’attenzione particolare sarà inoltre dedicata alla presentazione della Carta della Lombardia, documento programmatico identificativo promosso dalla Lega Lombarda che delinea i valori e le aspirazioni per il futuro della Regione.
La Carta della Lombardia nasce come testo identitario e politico volto a valorizzare le prerogative della Lombardia e ad affermare un’autonomia più forte all’interno dell’ordinamento nazionale, sintetizzata nello slogan “Meno Roma in Lombardia, più Lombardia a Roma”. Il documento mette al centro temi di grande rilevanza per la comunità lombarda, a partire dai princìpi di maggiore libertà decisionale nelle scelte che riguardano la sanità, la sicurezza, il lavoro e il sostegno alle imprese locali, con un focus concreto su proposte legislative e amministrative che possano dare risposte più vicine alle esigenze dei cittadini. La Carta dedica poi particolare attenzione ai giovani, alla cultura e alla tutela del territorio, sottolineando la necessità di creare condizioni favorevoli per lo sviluppo economico e sociale della regione, promuovendo occasioni di crescita e innovazione e rivendicando poteri più ampi in settori chiave quali i concorsi pubblici regionali e la gestione delle risorse comunitarie.
Nel corso del pomeriggio di sabato, i banchetti saranno allestiti con tutto il materiale utile per firmare le varie raccolte, confrontarsi con i volontari e ottenere informazioni sulle proposte da sottoscrivere. La Lega di Saronno invita tutte le persone interessate a partecipare a questo momento di partecipazione civica e partecipata.
Una maggiore sicurezza si ottiene anche votando sì al referendum del 22 e 23 marzo, in modo che chi applica la legge non sia più sottoposto a giudizi di una certa parte di magistratura schierata politicamente in ben altra direzione.
