Illuminazione pubblica a LED: meno costi e minore inquinamento luminoso

L’amministrazione Fagioli è stata attenta sia al risparmio energetico ed al minore impatto ambientale, sia ha voluto ridurre sensibilmente l’inquinamento luminoso

L’amministrazione comunale di Saronno ha fatto cambiare tutte le luci comunali facendole convertire a LED.

Il risparmio in termini energetici ed ambientali è evidente sia dal bilancio economico dell’operazione sia osservando il cielo stellato grazie all’abbattimento sostanziale dell’inquinamento luminoso.

L’investimento per la sostituzione di tutte le lampade con i LED comporta una spesa da parte del gestore privato di circa 2,6 milioni di euro.

Il Comune fino a 3 anni fa pagava 800 mila euro l’anno per l’illuminazione pubblica.

Dall’inizio dell’appalto il Comune sta pagando solo 600 mila euro l’anno, con un risparmio di 200 mila euro. Vantaggiosamente tutti i punti luce sono stati sostituiti senza far sborsare un euro ai saronnesi ed i punti luce ritorneranno di proprietà del Comune tra 6 anni. 

L’amministrazione Fagioli è stata attenta sia al risparmio energetico ed al minore impatto ambientale, sia ha voluto ridurre sensibilmente l’inquinamento luminoso.

Come fisico e come astrofilo sono stato particolarmente attento alla problematica. L’inquinamento luminoso è causato dalla diffusione verso l’alto di una frazione della luce prodotta dai lampioni.

Le nuove lampade installate sono fisicamente direzionate verso il basso così come prevede la Legge Regionale della Lombardia numero 17/2000 contro l’inquinamento luminoso per la quale avevo contribuito con una raccolta firme.

Inoltre basandoci su studi scientifici in campo di illuminotecnica abbiamo chiesto che le nuove lampade fossero dotate di nuovi LED a ridotta intensità luminosa nella parte blu dello spettro elettromagnetico. Infatti il colore blu dei vecchi LED di prima generazione veniva diffuso maggiormente in atmosfera rispetto alle frequenze di emissione dei nuovi LED che hanno il picco di luminosità spostato verso il rosso. La luce blu viene diffusa maggiormente in atmosfera, motivo per cui -semplificando- il cielo di giorno è azzurro. L’uso di LED con picco di luminosità nel blu avrebbe creato una luminosità diffusa (quindi inquinamento luminoso), anche se le lampade fossero state fisicamente direzionate verso il basso. Invece la nostra attenzione è stata puntata sul fatto che si diminuisse realmente l’inquinamento luminoso in atmosfera.

Inoltre la luce blu diffusa dai LED di vecchia generazione avrebbe influito sul normale ciclo giorno circadiano di fauna e flora. Siamo stati attenti all’ambiente e alle piante a bordo strada, al contrario di quello che l’opposizione sostiene.

Tenuto conto di tutto questo abbiamo chiesto e ottenuto che il gestore usasse LED con temperatura di colore di 3000 Kelvin, quindi “warm light”, in modo che l’intensità di emissione nella parte blu dello spettro sia maggiormente limitata di circa il 60% rispetto alle lampade a LED a 4000 Kelvin di vecchia generazione, il grosso dello spettro viene emesso nella parte rossa dello spettro, diffondendo meno in atmosfera e quindi riducendo drasticamente l’inquinamento luminoso.

Questi accorgimenti sulla temperatura di colore dei LED, oltre che l’orientamento dei lampioni verso il basso, ha consentito di ridurre l’inquinamento luminoso a Saronno come tutti possono notare affacciandosi dalla propria finestra e guardando il cielo.

Angelo Veronesi

capogruppo Lega Nord

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