lunedì, Febbraio 26, 2024
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Facciamo chiarezza sull’imposta di soggiorno

Come si può giustificare un impegno per la cultura che tolga 114.000,00 euro ai servizi sociali? Con l’imposta di soggiorno!

Pierangela Vanzulli

È arrivato il momento della massima chiarezza.
Quando si scrive una somma in entrata in bilancio previsionale devono sempre corrispondere uno o più capitoli di spesa in uscita.
Nel previsionale 2023, quello non presentato in Consiglio, è stata prevista una entrata di 375.000,00 euro derivante dalla Imposta di soggiorno. In commissione bilancio ho chiesto questa somma cosa avrebbe finanziato. L’Assessore mi ha risposto genericamente dicendo “cultura, teatro e sport “. Ho rifatto la domanda in Consiglio, ma non ho ricevuto risposta.

Il capitolo del teatro, per esempio, per il 2023 non prevede aumenti restando di 160.000,00 euro. Quindi da quanto sopra si può pensare che questa imposta di soggiorno è stata introdotta:

• senza aver aperto un tavolo di confronto coi rappresentanti di settore,
• con tariffe decise dall’Amministrazione in proprio non si sa con quali criteri per finanziare i capitoli riguardanti gli eventi e le iniziative dell’Assessorato alla cultura.

Per far sì che l’Assessorato spenda ingenti somme di denaro pubblico per spettacoli che hanno costi sproporzionati rispetto al numero di spettatori.
Se nel 2022 a fronte di una previsione di spesa di 44.000,00 euro si è arrivati, con una variazione di 70.000,00 euro, ad una somma totale di 114.000,00 euro stanziata per gli eventi, le iniziative varie riguardanti l’ambito culturale, vuol dire che anche nel 2023 devono finanziare il capitolo con una somma simile. Ma quando l ‘Assessore Damato risponde, a mia precisa domanda, che gli aumenti previsti sono necessari perché il bilancio previsionale 2023 è in sofferenza nella parte spese correnti causa l’aumento dei costi per i Servizi Sociali, come si può giustificare un impegno per la cultura che tolga 114.000,00 euro ai servizi sociali?

Allora come la risolviamo? Con l’imposta di soggiorno.
Bene, a tutti quanti sono del settore alberghiero consiglio di pregare che gli eventi dell’Assessorato alla cultura portino maree di spettatori da fuori Saronno che inondino di prenotazioni le strutture e che, dall’altra parte, non ci siano cali di presenze di chi pernottava a Saronno e causa aumenti per la introduzione della imposta di soggiorno, decidano di dormire altrove, altrimenti dovrete mettere in collo all’Amministrazione Airoldi e alle geniali programmazioni culturali i vostri problemi.

Mi pare chiaro che lo spettacolo di nicchia non vada più bene, occorre attrarre gente, tanta gente, a Saronno e “far cassetta”.
Auguri!

PierAngela Vanzulli Lega Lombarda Saronno