Lega Lombarda Saronno: mozione per chiedere revisione del verde respinta dalla maggioranza
intervento del capogruppo della Lega Lombarda Raffaele Fagioli in Consiglio Comunale a Saronno
MOZIONE REGOLAMENTO VERDE
Presentiamo questa mozione perché riteniamo necessario aprire una riflessione seria e responsabile sul Regolamento del Verde in vigore dal 2024. In occasione dell’approvazione, da consigliere comunale, ho esposto tutti i miei dubbi e fortemente criticato il testo voluto e votato dalla maggioranza di centro-sinistra. Tali critiche della Lega, frutto della nostra esperienza politico-amministrativa e sostenute da più parti della società civile, si sono rivelate fondate e ci portano oggi a chiedere, anche attraverso questa mozione, una revisione sostanziale del Regolamento.
Liberiamo subito il campo da qualsiasi ambiguità: nessuno di noi mette in discussione la tutela del verde. Anzi. Il verde urbano è una risorsa fondamentale per la qualità della vita, per l’ambiente e per il decoro della nostra città. Proprio per questo, però, crediamo che serva un regolamento che sia rigoroso sì, ma anche chiaro, proporzionato e concretamente applicabile.
Oggi, purtroppo, questo equilibrio non c’è più.
La prima criticità riguarda il rapporto tra Comune e cittadini.
Con il regolamento attualmente in vigore, per una serie di interventi sul verde privato, l’onere economico e documentale viene scaricato direttamente sui cittadini. Mi riferisco in particolare all’articolo 9, che per le richieste di abbattimento di alberi – e addirittura di arbusti tutelati – impone la presentazione, a cura e spese del richiedente, di una relazione tecnico-agronomica redatta da un professionista abilitato, spesso accompagnata da analisi strumentali tutt’altro che economiche. Una previsione simile è contenuta anche all’articolo 24 per le potature straordinarie.
Tradotto in termini concreti: il cittadino, prima ancora di sapere se la sua richiesta verrà accolta, è costretto a sostenere costi, incaricare un tecnico e affrontare un percorso complesso e spesso scoraggiante.
Ed è qui che sta il nodo politico e amministrativo della questione. Un regolamento comunale non dovrebbe mettere ostacoli a chi vuole fare le cose correttamente, ma dovrebbe accompagnare il cittadino lungo un percorso chiaro, comprensibile e sostenibile.
Il confronto con il regolamento precedente, quello del 2003, è illuminante. All’epoca il cittadino presentava domanda all’Ufficio Verde fornendo le informazioni necessarie, e la prima valutazione era in capo alla struttura comunale. Solo in caso di diniego era previsto un eventuale approfondimento tecnico a carico del privato. Era un approccio più equilibrato, che tutelava il verde senza sbilanciare tutto il peso sulle spalle dei cittadini.
La seconda criticità riguarda la trasparenza nell’utilizzo delle compensazioni economiche.
Nel vecchio regolamento era chiaramente previsto che le risorse derivanti dall’applicazione delle compensazioni fossero vincolate a uno specifico capitolo di bilancio e destinate esclusivamente alla piantumazione di nuovi alberi o a interventi strettamente connessi al verde.
Nel regolamento attuale questa indicazione non compare più con la stessa chiarezza. Per questo, nella mozione chiediamo di reintrodurre esplicitamente il vincolo di destinazione. È un tema tutt’altro che secondario: quando si parla di monetizzazioni e compensazioni ambientali, i cittadini devono avere la certezza che quelle risorse tornino davvero al verde e non si disperdano altrove.
C’è poi un terzo tema, che riguarda la chiarezza delle procedure.
Il regolamento vigente non garantisce un percorso definito né tempi certi per chi presenta una richiesta. E non è una questione teorica. In questi mesi abbiamo raccolto segnalazioni di cittadini e di operatori economici che si sono trovati ad affrontare richieste ripetute di integrazioni documentali, ulteriori analisi e lunghi tempi di risposta, senza un quadro chiaro su esiti e tempistiche.
Su questo punto mi permetto di rivolgermi anche all’assessore Lattuada. Quando sedeva in quest’aula come consigliere comunale, aveva già espresso preoccupazione per il rischio di un’eccessiva burocratizzazione del regolamento, richiamando la necessità di evitare costi e procedure tali da scoraggiare i cittadini. Credo che oggi quelle osservazioni meritino coerenza e seguito, anche alla luce dell’esperienza professionale dell’assessore, che conosce bene le difficoltà che regolamenti troppo rigidi o poco chiari possono creare nella pratica.
Anche il documento del dottor agronomo Paolo Lippi, richiamato nella mozione, evidenzia numerose criticità tecniche del regolamento attuale, arrivando a definirlo contorto, ridondante e di difficile applicazione, oltre che peggiorativo rispetto al testo del 2003.
Al di là delle singole valutazioni tecniche, il dato politico è evidente: oggi il regolamento genera confusione e incertezza applicativa. E questo è un problema per tutti: per i cittadini, per gli operatori e anche per gli uffici comunali.
Mi avvio alla conclusione.
La nostra è una mozione semplice e concreta. Chiediamo di avviare una revisione del regolamento per semplificare le procedure, ridurre gli oneri a carico dei cittadini ed eliminare gli elementi eccessivamente burocratici. Chiediamo di reintrodurre il vincolo di bilancio sulle monetizzazioni. Chiediamo di coinvolgere operatori del settore, associazioni di categoria e cittadini nella fase di revisione del testo. E chiediamo, infine, che la Giunta riferisca in Consiglio entro 60 giorni sullo stato di attuazione di questo impegno.
Non si tratta di scegliere tra la tutela del verde e i diritti dei cittadini. Si tratta di costruire regole che difendano il verde senza trasformarsi in un percorso incerto, costoso e frustrante per chi vuole rispettarle.
Per queste ragioni, chiediamo a quest’aula di approvare la mozione.
Raffaele Fagioli
COMMENTO A QUANTO ACCADUTO IN CONSIGLIO COMUNALE
Per la cronaca: la mozione è stata votata a favore solo dalla Lega, FI, Fdi, Ciceroni e Amadio, ma è stata respinta dai consiglieri di maggioranza e dall’ex sindaco Airoldi.
Posizione ambigua quella dei consiglieri di maggioranza che hanno espresso volontà di rivedere il regolamento del verde a seguito dell’impegno preso dall’assessore al verde Lattuada, ma che hanno votato contro la mozione della Lega.
All’interno della maggioranza si sono presentati due punti di vista diametralmente opposti.
Esponenti di Azione si sono detti fortemente contrari a norme vessatorie contenute nell’attuale testo del regolamento, ritenute “stupide” posizioni ideologiche.
Questa posizione sarà difficilmente condivisibile da PD e Tu@Saronno i cui consiglieri hanno espresso una posizione diametralmente contraria sostenendo che non sia vessatorio chiedere ai cittadini proprietari di piante e arbusti di pagare un agronomo migliaia di euro per presentare un progetto di abbattimento o potatura, in quanto il verde pubblico va tutelato sopra ogni cosa.
Queste due posizioni della maggioranza potranno trovare difficilmente una quadra, quindi difficilmente una revisione del regolamento del verde approderà in consiglio comunale o nelle commissioni, come ha fatto invece intendere l’assessore Lattuada che abbiamo visto in forte difficoltà.
Ora capiamo la posizione dell’assessore Lattuada che ha tentato di chiedere il ritiro della mozione della Lega, forse per evitare -pensiamo noi- che queste posizioni diametralmente opposte della sua maggioranza trovassero evidenza in consiglio comunale.
Attendiamo – poco fiduciosi a dire la verità- una convocazione urgente della commissione ambiente e della commissione regolamenti per esaminare i lavori di revisione del regolamento sin qui portati avanti dai tecnici e dall’assessore Lattuada.
Vedremo quanto le promesse di coerenza dell’assessore Lattuada potranno essere soddisfatte.
Angelo Veronesi
Segretario Lega Lombarda di Saronno.
