Lega Lombarda Saronno: Raffaele Fagioli: è nelle piccole delibere che si misurano le grandi debolezze
È nelle piccole delibere che si misurano le grandi debolezze
di Raffaele Fagioli,
Capogruppo della Lega Lombarda in Consiglio Comunale a Saronno
Annoteremo questa storia tra quelle minori solo in apparenza. Perché, l’esperienza ce lo insegna, è nelle piccole delibere che si misurano le grandi debolezze.
La nomina dei revisori della Fondazione Focris – roba da ordinaria amministrazione – è diventata un caso. Non per la posta in gioco, modesta, ma per il modo in cui è stata gestita. Ed è lì che una maggioranza si tradisce: quando scambia la routine per un terreno di improvvisazione.
Il sindaco, Ilaria Pagani, ama rivendicare il valore simbolico del proprio ruolo, anche sul piano della rappresentanza femminile. Legittimo. Ma le istituzioni non si nutrono di simboli: vivono di regole. E se lo Statuto comunale richiama con chiarezza il principio della parità di genere nelle nomine, ignorarlo non è una dimenticanza. È una scelta.
Poi è arrivata la votazione. Segreta, si dice. Ma non abbastanza, a quanto pare, per il Presidente del Consiglio, Licata, che ha parlato di “furbetti” e di esito alterato, senza il conforto di una norma. Ora, delle due l’una: o il voto è segreto, e allora non si sa chi vota cosa; oppure non lo è, e allora siamo di fronte a qualcosa di ben più serio di un presunto escamotage.
Io, che diffido sempre delle dietrologie facili, mi fermo ai numeri. E i numeri, talvolta, sono più sobri delle polemiche: con tre candidati e quarantotto schede, arrivare a una distribuzione perfettamente equilibrata non è un mistero, ma una possibilità elementare. Non servono trucchi, basta un minimo di logica.
Il problema, semmai, è un altro: il ruolo di garanzia che scivola nel sospetto, l’arbitro che entra in partita e, non pago, propone di rigiocarla perché il risultato non lo convince. È una tentazione antica della politica: quando il verdetto disturba, si cambiano le regole.
Il finale è persino più istruttivo. La maggioranza che si dice sorpresa dal risultato si ricompatta, disciplinata, sul nome che avrebbe dovuto essere indigesto. Una conversione improvvisa, che ha il sapore meno della riflessione e più della necessità.
Così, una delibera qualsiasi finisce per raccontare qualcosa di meno banale: una politica che confonde la coerenza con la convenienza, e le regole con gli strumenti. E quando accade, non servono grandi scandali. Basta osservare come si gestisce l’ordinario. È lì che si capisce tutto.
