Lega Lombarda Saronno: Veronesi (Lega) 82 anni dalla Carta di Chivasso. Autonomia sempre all’ordine del giorno
Il 19 dicembre 1943, nel pieno della guerra, a Chivasso veniva scritto un documento destinato a lasciare un segno profondo nella storia politica padano alpina: la Carta di Chivasso. A 82 anni di distanza, quel testo non è solo una pagina di memoria, ma un richiamo attuale e potente alla necessità di una riforma federalista, per suddividere il potere tra lo Stato e gli Enti Locali.
La Carta nasce dalla convinzione che il centralismo dello Stato italiano fosse una delle cause profonde delle derive autoritarie che avevano condotto prima al fascismo e poi alla guerra. Tra le figure di riferimento spicca Émile Chanoux, pensatore federalista e martire, che pagò con la vita la sua idea di un’Italia fondata sull’autonomia dei popoli e sull’autogoverno delle comunità locali.
In un momento storico in cui parlare di libertà significava rischiare la morte, la Carta di Chivasso affermava con chiarezza principi allora rivoluzionari: il superamento dello Stato centralista, la costruzione di un ordinamento federale, il riconoscimento delle autonomie regionali, la tutela delle minoranze linguistiche e culturali e una democrazia realmente partecipata, capace di nascere dal basso.
Il messaggio era semplice e radicale allo stesso tempo: uno Stato che concentra tutto il potere lontano dai cittadini è destinato prima o poi a tradire la libertà. Al contrario, solo comunità locali forti, responsabili e autonome possono garantire una democrazia solida e duratura, una maghiore comprensione e partecipazione del popolo alla vita politica.
La Carta di Chivasso si pone come una delle basi della nascita della Lega, influenzò la Costituzione italiana e direttamente lo Statuto della Valle d’Aosta diventando un punto di riferimento per tutto il pensiero autonomista e federalista padano alpino. La Carta di Chivasso è ancora attuale: l’autonomia delle Regioni Lombardia e Veneto, il rapporto tra Stato e Regioni, l’efficienza delle istituzioni, la responsabilizzazione dei cittadini, la distanza tra cittadini e potere centrale.
Ricordare oggi la Carta di Chivasso significa riconoscere che l’autonomia non è un privilegio, ma uno strumento di libertà, di partecipazione e di buona amministrazione; che il federalismo non divide, ma responsabilizza; che il centralismo non garantisce uguaglianza, bensì spesso produce inefficienza e disaffezione.
A 82 anni dalla sua nascita, la Carta di Chivasso continua a indicare una strada: quella di una riforma federalista costruita sulle comunità, sui territori e sulla responsabilità politica locale. Un messaggio che, ieri come oggi, parla di futuro.
