Isotta Fraschini: prima le bonifiche

Per garantire la tutela della salute pubblica e dell’ambiente ci aspettiamo che la proprietà adotti una vera e propria campagna di bonifiche del suolo, delle acque e degli edifici industriali

E’ una bella notizia apprendere che a breve, forse a brevissimo, l’Ex Isotta Fraschini diverrà parzialmente accessibile al pubblico. Le dimensioni dell’area sono notevoli, la collocazione è strategica e quindi sicuramente la riqualificazione di quello spazio urbano darà nuovo slancio alla città.

Sull’area in oggetto è stata svolta attività industriale metalmeccanica per parecchi decenni del secolo scorso, quando ancora non vi era il senso civico del rispetto dell’ambiente e della salute pubblica. L’attività industriale, se per un verso ha promosso lo sviluppo economico di Saronno, dall’altro ha fortemente inquinato il suolo e contribuito, negli ultimi decenni di vita dell’attività, a incrementare la presenza di amianto usato come copertura delle fabbriche.

L’Ex Isotta Fraschini oggigiorno presenta importanti criticità dal punto di vista ambientale: bene farà l’attuale proprietà a provvedere alla bonifica dello spazio urbano. E’ infatti obbligo della proprietà adottare tutte le misure per eliminare i rischi ambientali e sanitari derivanti dalla contaminazione: deve essere evitato con ogni mezzo che le conseguenze dell’inquinamento ricadano sulla collettività. L’attuale proprietà dovrà fare di tutto per prevenire o eliminare ogni causa che possa costituire una minaccia imminente all’ambiente e soprattutto alla salute pubblica.

E non è questo un obiettivo di poco conto. Per tutelare la salute pubblica e l’ambiente non sarà certo sufficiente mettere in sicurezza (ovvero transennare) gli edifici in rovina o delineare percorsi nel verde sfrondando i rami pericolosi. Queste precauzioni, seppur necessarie, non tuteleranno la salute dei visitatori dell’Ex Isotta Fraschini, i quali continueranno a calpestare un suolo probabilmente molto inquinato e a passeggiare tra edifici con presenza rilevante di amianto.

Per garantire la tutela della salute pubblica e dell’ambiente ci aspettiamo che la proprietà adotti una vera e propria campagna di bonifiche del suolo, delle acque e degli edifici industriali. L’operazione richiederà qualche anno ma sarà necessaria affinchè l’area possa essere utilizzata per scopi di edilizia privata o, meglio ancora, per scopi pubblici, culturali o naturalistici.

Lucia Castelli Lega Lombarda Saronno 

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