Via Roma: occhio non vede e cuore non duole

Si scopriranno le piante da abbattere dietro le reti del cantiere. Inoltre i marciapiedi sul lato nord non rispettano il limite di pendenza previsto dalle normative del ministero.

Occhio non vede e cuore non duole. Così si può riassumere la presentazione del progetto di riqualificazione di via Roma di ieri sera.

Incredibile che dopo aver tanto parlato di partecipazione un progetto di tale portata che dovrebbe riqualificare una delle vie centrali più importanti non sia stato condiviso per tempo né con i commercianti della strada, né con i consiglieri comunali e nemmeno con la commissione opere pubbliche. La tempistica della presentazione rasenta il ridicolo dei decreti anti covid dell’ex presidente Conte: la sera si presenta il progetto e al mattino si iniziano i lavori. I lavori andranno avanti almeno fino al 30 giugno.

Occhio non vede e cuore non duole perché si testerà la stabilità degli alberi a cantiere esecutivo, dietro le reti di protezione dagli sguardi indiscreti, rimuovendo con un aspiratore innovativo la terra dalle radici della pianta fino a 1,5 metri dalla base del fusto per valutare se la pianta sia sana e quindi vada mantenuta in sede oppure abbattuta oppure alcune delle sue radici vadano tagliate. Non si farà alcun carotaggio del fusto dell’albero per valutare se sia sano prima di iniziare i lavori, lasciando la sorpresa agli operai del cantiere, mentre i cittadini del comitato di salva via Roma che hanno creduto alle promesse elettorali non vedranno bene da dietro le reti. L’amministrazione Fagioli era stata più onesta coi propri concittadini non nascondendosi dietro le reti del cantiere, ma informando da subito in modo completo. Vedremo quante piante rimarranno in piedi a cantiere finito.

Il primo celtis australis verrà abbattuto dal lato sud di via Roma all’angolo via Manzoni (non chiamiamolo più bagolaro, perché i bagolari sono sacri e non si possono abbattere). Questo celtis australis verrà rimosso perché incompatibile con la pendenza del marciapiede che deve tenere conto delle norme di legge a favore dei cittadini diversamente abili.

La seconda pianta, un acero che già sostituì negli scorsi anni un vecchio bagolaro, quando non era un reato sostituire una di queste sacre essenze, verrà rimosso o spostato dal lato nord di via Roma all’angolo con via Visconti, perché anche in questo caso interferisce con l’attraversamento pedonale a prova di diversamente abile.

Forse verranno piantate 4 piante del tipo carpino betulus, già criticato in passato perché causa di allergie da polline, ma già presente storicamente in altre via saronnesi. Chi criticava in passato non ha nemmeno pensato di sostituire il nome di questa essenza in determina perché nella realtà dei fatti non potrà essere piantumato per non portare via altri parcheggi auto.

I parcheggi in via Roma sono drasticamente calati: -18 posti auto. Il tratto più colpito di via Roma è quello che va da via Manzoni a via Visconti dove rimangono 4 parcheggi dei 14 esistenti. Nel tratto di via Roma tra via Visconti e via Guaragna rimangono 7 parcheggi dei 15 esistenti. Non lo si è detto ai commercianti di via Roma perché cuore non vede, occhio non duole: si fa tutto dalla sera alla mattina sperando che avendo risistemato i parcheggi del quartiere incluso tra via Roma, via Manzoni e via Miola, nessuno si accorga che dai 411 parcheggi esistenti nel quartiere si sia passati a 394, diminuendoli solo di 17 unità. Qualcuno dovrà spiegare ai commercianti come si possa parcheggiare in via Bergamo per fare la spesa a 400 metri di distanza in via Roma.

Una delle strade più belle di Saronno via Roma non riuscirà più a trovare la sua simmetria, poiché per salvaguardare i bagolari esistenti la loro disposizione rimarrà asimmetrica. Precisiamo che i bagolari sono destinati nel tempo a venire rimossi perché il tronco si cava dall’interno diventano pericoloso perché a detta dell’agronomo può crollare improvvisamente su passanti, ciclisti e auto, come dimostrano gli ultimi 30 anni di storia cittadina quando i bagolari venivano sostituiti gradatamente con aceri o tigli nel silenzio assenso della cittadinanza e dei politici amministratori.

Vediamo cosa è stato fatto per le biciclette. Il semaforo per le biciclette che scatta qualche minuto prima di quello per le automobili e la pista ciclabile di 2,5 metri di larghezza erano già stati previsti nel vecchio progetto dell’amministrazione Fagioli.

I cittadini diversamente abili godranno finalmente di attraversamenti pedonali con tag per il bastone per chi ha problemi di vista. I tag e gli attraversamenti pedonali per i diversamente abili portano però il marchio della precedente amministrazione che aveva realizzato un identico attraversamento pedonale anche in Corso Italia di fronte a San Francesco.

Veniamo al punto più dolente.

Analizziamo il marciapiede sul lato nord di via Roma. La determina dirigenziale n. 214 del 15/3/2021 ed i disegni delle sezioni allegate recitano che la pendenza trasversale del marciapiede è compresa tra 1 e 2%. Peccato che il decreto del ministro dei lavori pubblici n 236 del 14/6/1989 indica al punto 8.2.1. che la pendenza trasversale massima ammissibile è del 1%. Facendo i calcoli trigonometrici sulle sezioni trasversali allegate alla determina (si veda stralcio d’esempio qui allegato) e tenendo presente che come base è evidenziata la misura di 3,30 metri e come altezza è evidenziata la misura di 0,05 metri, è possibile calcolare la tangente dell’angolo compreso tra base e ipotenusa come altezza diviso base ottenendo quindi 0,015. La pendenza si calcola come 100 moltiplicato per la tangente dell’angolo compreso tra base e ipotenusa e si trova 1,5%. 1,5% è superiore a 1% disposto come limite massimo per un marciapiede da parte del Decreto summenzionato. Ho già provveduto a segnalare questa disparità al Prefetto di Varese e agli Uffici Tecnici del Comune affinché facciano i debiti accertamenti che spero avvengano con urgenza, visto che iniziano i lavori dalla sera alla mattina.

Relativamente poi ai tubi del collettore dell’acqua piovana rotti dalle radici dei bagolari, ci stupisce la soluzione tecnica che verrà adottata. Le porzioni rotte dei collettori verranno infatti incamiciate. Ciò vuol dire che il diametro del collettore verrà ridotto in corrispondenza di ogni rottura inserendo una cosiddetta camicia. Ciò comporterà un serio pericolo di allagamento di via Roma quando pioverà forte, in quanto le porzioni di collettore con diametro ridotto potrebbero non reggere la portata d’acqua piovana e piombare in strada. Cosa succederà quando le radici dei sacri bagolari romperanno di nuovo i collettori?

Avevamo messo da parte una cifra considerevole per comperare nuove essenze arboree da piantumare in giro per i parchi della città facendo un conteggio sul volume di verde che avremmo dovuto abbattere, in modo di ripristinare lo stesso volume di verde entro tempi brevi. Ogni bagolaro di quel tratto di via Roma equivaleva a circa tre nuove piante. Crescendo, le nuove piante avrebbero incrementato il volume complessivo di verde rendendo l’aria più pulita. Cosa hanno intenzione di fare di questi soldi messi da parte? Piantumeranno davvero in tempi rapidi nuove piante nei parchi pubblici come era nostra intenzione fare?

Non sono innamorato del vecchio progetto, dato che faceva di necessità virtù e tutto avrebbe potuto essere migliorato, ma almeno si mantenevano i parcheggi per i commercianti, si rispettavano tutte le norme di legge per i marciapiedi e per la pista ciclabile, si aggiustavano i collettori per evitare il pericolo allagamento strada e si rendeva simmetrico il viale sostituendo le piante esistenti, capitozzate in modo indegno, con 60 essenze arboree di dimensioni più ridotte in equilibrio con il calibro della strada.

Dott. Angelo Veronesi, vice segretario Lega Lombarda Saronno

L’immagine evidenzia la differenza tra numero di piante e posti auto previsti dal progetto Fagioli rispetto al progetto Airoldi.
Per salvare (?) i bagolari si sacrificano posti auto e si rinuncia alla piantumazione di nuovi alberi nella via Roma.
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