martedì, Aprile 16, 2024
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In meno di sei mesi la giunta rosa di Airoldi è quasi di soli uomini

O al Sindaco non piacciono le donne, dal punto di vista amministrativo, o alle donne non piace Airoldi, come Sindaco. Ai posteri l’ardua sentenza.

Claudio Sala

A ottobre 2020 il sindaco Airoldi si vantava di aver dato vita alla prima giunta rosa della storia di Saronno: quattro donne e tre uomini. Un pizzico di femminismo non fa mai male, se rappresenti il mondo radical-chic.

La narrazione fiabesca è durata poco, ahimè.

Già, perché il sig. Sindaco paladino della parità di genere – imposta per legge, bene ricordarlo – e dei diritti di tutti ha poi tenuto nel cassetto per mesi la mozione a sostegno del DDL Zan, trasmessa postuma al Senato. In quella circostanza le donne del consiglio comunale non ci hanno impiegato troppo a farglielo velatamente notare. E qui il femminista che è in lui ha lasciato spazio al maschio alfa: rimproverate e richiamate all’ordine le indisciplinate gentili signore, il Sindaco ha lasciato scappare l’assessora al Bilancio accettando le dimissioni con la repentina nomina di un uomo a sostituirla. Qualcuno avrà pensato: “in certi ambienti le donne meglio non averle”.

Il celeberrimo Italia-Germania 4-3 in salsa saronnese cambia dunque segno: la maggioranza femminile dura meno di un anno e la Giunta assume un più tradizionale colore azzurro.

Passano pochi mesi e il Sindaco pone il suo sguardo severo su un’altra assessora scelta pochi mesi prima. In occasione del suo compleanno il Sindaco si regala il colpo di scena clamoroso: rimandata a casa la signora, dal 13 gennaio la Giunta diventa azzurro scuro con un inequivocabile 4-2.

Nel frattempo, invece di rimettere in sesto la sgangherata giunta, Airoldi si occupa di revocare l’incarico di consigliere delegato ad un’altra donna, Cristiana Dho, per toglierla dalla partita Isotta Fraschini.

Attenzione: l’art.51 della Costituzione, la Legge 7/2014 e lo Statuto Comunale sono chiari e dicono che l’attuale composizione della giunta non sta rispettando la parità di genere, infatti nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000 abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico.

Airoldi non ha scelta, dovrà nominare per forza una donna. Sfuma così il sogno del super-assessore Casali, a meno di cambiare sesso.

In conclusione o al Sindaco non piacciono le donne, dal punto di vista amministrativo, o alle donne non piace Airoldi, come Sindaco. Ai posteri l’ardua sentenza.

Claudio Sala – Vice Presidente commissione pari opportunità